domenica 13 agosto 2017

Sapete perché hanno chiuso La Gabbia di Paragone? Uno dei motivi principali è in questo video clamoroso!



A confermare la notizia al fattoquotidiano.it è lo stesso conduttore. Una vera doccia fredda per i giornalisti, gli autori e gli operatori che hanno appreso la notizia della cancellazione del programma solo nel pomeriggio durante una riunione

La7 chiude la Gabbia. Quella del 28 giugno sarà l’ultima puntata della trasmissione condotta da Gianluigi Paragone, che quindi non andrà in onda la prossima stagione. A confermare la notizia al fattoquotidiano.it è lo stesso giornalista. “Sì, è vero: stasera andrà in onda l’ultima puntata de La Gabbia“, si è limitato a dire il conduttore, che si trovava già in studio alle prese con gli ospiti e i preparativi dell’ultima messa in onda.

Una vera doccia fredda per i giornalisti, gli autori e gli operatori che lavorano a La Gabbia: hanno appreso la notizia della cancellazione del programma solo nel pomeriggio durante una riunione con lo stesso Paragone. Nato nel 2013, il programma andava originariamente in onda ogni domenica per poi essere spostato nella prima serata di mercoledì. In quattro anni Paragone ha condotto più di 160 puntate con uno share medio tra il 3,10 e il 3,80%.

La notizia della chiusura della trasmissione arriva a poche settimane dalla nomina di Andrea Salerno , ex autore di Gazebo, a direttore della televisione di Urbano Cairo.  Già nel maggio scorso, quando era stato annunciato l’arrivo dell’ex autore di Rai 3 al vertice de La7, Il Foglio aveva raccontato di come tra le mura televisive si parlasse di un Salerno lontanissimo dallo “stile La Gabbia“. Un retroscena giornalistico che viene confermato ora dalla chiusura del programma di Paragone.

Fonte: http://www.ilfattoquotidiano.it/2017/06/28/la7-chiude-la-gabbia-ultima-puntata-della-trasmissione-di-paragone/3694391/



SE TUTTI CONDIVIDESSERO ALL'ISTANTE, SAREBBE SPUTTANATO IN TUTTO IL WEB.

Rondolino: ‘M5S punta allo scontro fisico, alla violenza e all’eversione’. E denigra gli attivisti
Ci sono scene a cui non vorremmo mai assistere.
Una di queste è l’intervista rilasciata da Fabrizio Rondolino a Radio Cusano Campus, l’emittente dell’Università degli Studi Niccolò Cusano, riassunta da Dagospia in 5 parole: “TOGLIETE IL FIASCO A RONDOLINO”.
Sì, perché ogni volta che parla dei 5 Stelle l’editorialista dell’Unità esagera. Ecco cosa ha detto nell’intervista:
“Penso da tempo che una parte del Movimento Cinque Stelle punti esplicitamente allo scontro fisico, nelle piazze. Il Movimento Cinque Stelle aizza, provoca, stimola, la sua presenza sulla scena politica è un invito costante al menare le mani, perché l’unico principio del movimento è il vaffanculo. E’ un movimento che oggettivamente incita alla violenza e all’eversione. Poi fortunatamente la gente se ne sta a casa, perché i loro attivisti sono i famosi leoni da tastiera”.
Rondolino si riferiva a quanto dichiarato da Luigi Di Maio in merito alla “assoluzione” di Minzolini da parte del Senato: “Poi non lamentatevi se i cittadini vengono a manifestare in maniera violenta”, ha detto il deputato pentastellato.
Ma attenzione, ora arriva il peggio. Rondolino ha avuto anche due parole per gli attivisti del Movimento 5 Stelle:
“I loro attivisti sono disoccupati, fancazzisti, impiegati pubblici che non lavorano e stanno lì al computer. Perchè, secondo voi ci sono attivisti del Movimento Cinque Stelle che lavorano secondo voi?”.
Poi, conclude Dagospia nel suo commento, non poteva mancare la “leccatina al cazzaro”: “La leadership di Renzi non è mai stata messa in discussione dentro il Pd, il problema di Renzi è costruire un’alleanza o meglio ancora muoversi in un sistema politico e istituzionale che non è più quello suo, perché lui è un uomo del fare, il sindaco d’Italia, l’uomo del fare”, ha detto Rondolino.

++ TERREMOTO ++ Decine di arresti. E arriva anche la conferma: coinvolti anche parlamentari..

E' di 40 arresti e numerose perquisizioni il bilancio dell'operazione anti 'ndrangheta della Polizia e della Dia che si è svolta in Liguria, Calabria, Lazio, Piemonte e in altre Regioni del nord Italia. Le misure, fa sapere in una nota la procura del Tribunale di Reggio Calabria-Direzione Distrettuale Antimafia, colpiscono "appartenenti ed affiliati alla 'ndrangheta delle cosche reggineRaso - Gullace - Albanese e Parrello - Gagliostro, a vario titolo indagati per i reati di associazione per delinquere di stampo mafioso, concorso esterno in associazione mafiosa, corruzione, intestazione fittizia di beni e società".
E' stato eseguito il sequestro preventivo di beni mobili, immobili, depositi bancari di numerose società riconducibili alle consorterie mafiose per un valore complessivo stimabile in circa 40 milioni di euro.
Tra gli indagati il deputato Giuseppe Galati, oggi esponente di Ala. Al parlamentare Galati "viene contestata una vicenda relativa a un terreno per agevolare la composizione di alcune tematiche che riguardavano la sospensione dei lavori in un’area vincolata di Roma", fa sapere la procura di Reggio Calabria. La stessa procura aveva avanzato una richiesta di misura cautelare ma il gip ha ritenuto che il quadro indiziario rappresentato non fosse grave, in particolare non era univoco il comportamento posto in essere né l’effettiva accettazione della promessa.
La Dda ha inoltre avanzato una richiesta di arresto per il senatore Antonio Caridi già indagato nell'inchiesta Mamma Santissima, eseguita dai carabinieri del Ros venerdì scorso. Il gip di Reggio Calabria ha tuttavia rigettato la richiesta perché ha sostenuto che l’accusa, sebbene riferibile a una cosca di ‘ndrangheta diversa, riguardasse la stessa contestazione per la quale è già stata ammessa nell’operazione Mamma Santissima. Sulla questione pende ancora la decisione della giunta per le autorizzazioni del Senato.
Nel corso delle indagini, spiega una nota della Dia, coordinate dalla Procura Distrettuale Antimafia di Reggio Calabria, sono stati accertati stabili collegamenti con le famiglie di origine da parte di esponenti dell’organizzazione mafiosa in Liguria, attivi in settori strategici imprenditoriali quali l’edilizia ed il movimento terra anche attraverso l’acquisizione di sub-appalti per la realizzazione dell’infrastruttura ferroviaria del “Terzo Valico”.
Sono emersi, continua la nota, contatti con politici locali, regionali e nazionali, nonché con funzionari dell’Agenzia delle Entrate e della Commissione Provinciale Tributaria di Reggio Calabria, volti a condizionare il loro operato con reciproco vantaggio. E’ stato eseguito il sequestro preventivo di beni mobili, immobili, depositi bancari di numerose società riconducibili alle consorterie mafiose per un valore complessivo stimabile in alcuni milioni di euro.

fonte; http://www.adnkronos.com/fatti/cronaca/2016/07/19/blitz-contro-ndrangheta-arresti-perquisizioni-tutta-italia-video_AgGbz9Z0AUr5Gx7lVvHfGO.html

ULTIM'ORA - Maria Elena Boschi e la banca del padre. Diffusa questa vergognosa notizia..

L’ex ministra Boschi aveva minacciato querele a Ferruccio De Bortoli per le rivelazioni contenute nell’ultimo libro del giornalista, intitolato “Poteri Forti”. Le querele, però, dopo tre mesi non sono ancora arrivate, e il termine è scaduto.
De Bortoli aveva raccontato che la Boschi, quando era ancora ministra, “chiese all’ad di UniCredit di comprare Banca Etruria,” la banca di cui il papà della Boschi era amministrato delegato. La stessa aveva dichiarato di non aver alcun conflitto di interesse.
Riporta l’Huff Post:
“Maria Elena Boschi ha deposto l’ascia di guerra (giudiziaria) contro Ferruccio De Bortoli. “La misura è colma, se ne occuperanno i miei legali” diceva lo scorso 10 maggio la sottosegretaria alla Presidenza, commentando le rivelazioni contenute nel libro dell’ex direttore del Corriere della Sera sul caso Banca Etruria.
De Bortoli scrive su “Poteri forti (o quasi)” che la Boschi fece pressioni sull’ex numero uno di Unicredit, Federico Ghizzoni, per salvare la Banca Popolare dell’Etruria, di cui il padre della sottosegretaria è stato per alcuni mesi vice presidente. Ghizzoni non ha mai confermato né smentito e attende una convocazione in audizione in Parlamento, la costituzione di una commissione parlamentare sulle banche slitta e difficilmente si farà in tempo a farla nascere prima della fine della legislatura.
Boschi aveva affidato a due avvocati di grido come Vincenzo Zeno Zencovich e Paola Severino la sua tutela legale: è tuttavia scaduto, scrive il Fatto Quotidiano, il termine per la denuncia penale per diffamazione a mezzo stampa. Per chiedere i danni in sede civile, c’è invece ancora tempo.”

Quando Di Battista diceva ‘La Boschi è una tremenda bugiarda, menzognera e ipocrita’

Il deputato del M5S Alessandro Di Battista aveva trattato da subito la questione della mancata querela da parte della Boschi a De Bortoli. Dopo tre mesi la denuncia di Di Battista ritorna attuale:
“Dopo alcune settimane dalla rivelazione di De Bortoli (“la Boschi chiede all’amministratore delegato di Unicredit Ghizzoni di comprare Banca Etruria”) Maria Etruria non ha ancora querelato nessuno. Né De Bortoli né i parlamentari del M5S, a detta sua, profondamente diffamatori. A questo punto non mi rimane altro che dire che la Boschi è una tremenda bugiarda, una menzognera e una ipocrita. Ha mentito al Parlamento (quindi all’Italia intera) quando disse di non essersi mai occupata della “bancuccia di famiglia”. Le mie parole sono pesanti? Benissimo, la Boschi dovrà per forza querelarmi per diffamazione. Così a processo finalmente dovrà parlare chi ha il dovere di parlare per sbugiardare definitivamente questa persona politicamente pericolosa.
P.S. Io ovviamente rinuncerei ad ogni forma di immunità parlamentare”, aveva scritto il parlamentare pentastellato su Facebook.

SCOPERTO IL TRUCCO DEI PARTITI PER INTASCARSI I SOLDI DEI CITTADINI - Condividete la denuncia dei 5 Stelle il più possibile..

Riportiamo di seguito la denuncia del parlamentare del M5S Vito Crimi (A fondo pagina trovate il video pubblicato dal deputato sulla propria pagina Facebook):
“Vi dice niente l’espressione “donazione liberale”? È il nuovo trucco dei partiti per intascare i soldi dei cittadini senza farlo sapere in giro. Ho provato a denunciarlo in aula qualche giorno fa, tra le proteste del Pd. Adesso vi spiego come funziona il meccanismo. Ogni senatore/deputato percepisce dalla Camera o dal Senato circa 4.200 euro al mese per le spese di mandato elettorale. Ipotizziamo che di questi 4.200 euro il senatore/deputato ne versi 1.000 al Partito Democratico come “donazione”. La cifra è ipotetica: in realtà ne versano anche molti di più. Quanti soldi si ritrova in tasca il senatore/deputato? 4.200 euro – 1.000 euro = 3.200 euro.
Quando poi arriva il momento di fare la dichiarazione dei redditi, che s’inventano i deputati/senatori del Partito Democratico? Denunciano l’importo versato (1.000 euro) come “erogazione liberale” al partito, dunque da mettere in detrazione (è tutto pubblico, potete controllare le singole dichiarazioni dei redditi dei parlamentari pubblicate sui siti di Camera e Senato). A quel punto, sull’importo di 1.000 euro scatta per legge la detrazione fiscale del 26%: cioè gli tornano indietro 260 euro.
Ora, se il senatore/deputato del partito di Renzi riceve dallo Stato 260 euro, quanto ha in tasca? 3.200 euro + 260 euro = 3.460 euro. Che sommati ai 1.000 della “donazione”, arrivano a 4.460 euro: 260 in più rispetto a quanti ne aveva intascati dalla Camera di appartenenza. E chi versa questi soldi in più? I cittadini, ovviamente, tramite il Ministero dell’Economia e delle Finanze.
Quanto fa in totale, questo giochetto? Ricordiamo che la cifra di 260 euro è mensile, per ogni senatore/deputato. Ed è ipotetica, perché versano anche di più. Tra deputati e senatori, il Partito Democratico conta circa 500 ‘onorevoli’. Quindi, moltiplicando i 260 euro della detrazione fiscale per 500 parlamentari, si arriva a 130.000 euro incassati al mese. E moltiplicando ancora quest’ultima cifra per i 12 mesi dell’anno, si arriva a 1.560.000 euro. Ovvero: grazie all’operazione di detrazione fiscale al 26% delle loro “donazioni” al partito, lo Stato versa ai parlamentari un milione e cinquecentosessantamila euro in più. Soldi che poi vanno a finanziare il partito.
Non bastava dunque la truffa del 2×1000, non bastavano i residui dei rimborsi elettorali, no. Alla fine trovano sempre un modo per mungere altri soldi allo Stato e ai cittadini. Aiutateci a diffondere queste informazioni il più possibile e smascheriamo questa ennesima fregatura. Grazie a tutti!”

Guarda il video:


ULTIM'ORA - VERGOGNA PD: un'altra porcata. Guardate cosa ha scoperto il M5S



I cittadini non lo sanno, ma i partiti usano un trucchetto per intascarsi altri soldi a spese dei contribuenti. Un trucchetto che, spiega il deputato 5 Stelle Manlio Di Stefano, ci costa circa 2 milioni di euro.
I senatori versano volontariamente una determinata somma al proprio partito per ottenere una detrazione che, nel caso illustrato da Di Stefano, costa allo Stato 260 euro ogni 1.000.
Leggiamo sulla pagina Facebook del deputato:
LA NUOVA “TRUFFA” DEI PARTITI
Quella che vedete è una delle tante dichiarazioni dei redditi di un senatore, in questo caso del PD ma vale per tutti gli altri tranne il M5S, la trovate pubblica sul sito del Senato alla voce situazione patrimoniale della pagina del singolo senatore.
Guardatela bene, notate il versamento volontario di 40.000€ al Partito Democratico?
No, non si tratta di mecenatismo, bensì del nuovo escamotage varato dal Governo per intascare più quattrini potendo persino dire di aver abolito i rimborsi elettorali.
E sì perché, oltre al famoso 2×1000 che chiedono agli italiani, di quei 40.000€ il senatore potrà portarne in detrazione ben 30.000 ricevendo il 26% in detrazione di imposta.
Ciò significa che lo Stato dovrà versare al senatore ulteriori 260€ ogni 1000€. Così il partito avrà intascato la sua donazione “liberale” dal senatore (senza la quale non potrà ricandidarsi alle prossime elezioni) e il senatore ne recupererà una parte.
Chi paga tutto questo? Ovviamente NOI cittadini.
Quanto ci costa tutto questo? Facendo una media (le donazioni variano) circa 2 milioni di euro all’anno.
Questo meccanismo è utilizzato da tutti gli “Onorevoli” tranne che dai portavoce del M5S visto che, come sapete, abbiamo rinunciato ai rimborsi elettorali, in seguito anche al 2×1000 e non finanziamo il partito bensì restituiamo i nostri soldi ad un fondo statale per la piccola e media impresa.
Questa gentaglia va mandata a casa al più presto, poi riscriveremo le regole del gioco e sarà un enorme piacere.”

sabato 12 agosto 2017

“FERMATELA, E’ SENZA VERGOGNA!”: BOLDRINI PARLA DI MIGRANTI, ECCO COSA LE E’ USCITO DALLA BOCCA

“Le Ong hanno svolto e svolgono una azione preziosa, in virtù della quale è meno alto il bilancio spaventoso delle morti nel Mediterraneo. Per questo meritano la nostra gratitudine”. Parla Laura Boldrini e il centrodestra la ricopre di insulti. La Presidente della Camera interviene sul tema migranti ricordando su Repubblica che ai volontari “si deve il 35% delle azioni di soccorso: decine di migliaia di vite messe in salvo. Hanno intensificato la loro azione dopo che, finita Mare Nostrum, si era fatto ancor più grande il rischio di tragedie in mare”. Insieme alle Ong la Boldrini ringrazia “gli uomini e le donne della Guardia costiera e degli altri corpi dello Stato, gli equipaggi dei mercantili e dei pescherecci che non si voltano dall’altra parte. E con loro gli operatori degli organismi umanitari, i giornalisti che rilanciano richieste di soccorso e i rappresentanti delle comunità straniere in Italia che avvisano se loro connazionali stanno rischiando la vita in acqua”.


“Se tra le Ong qualcuna si è comportata in modo non trasparente e ha violato leggi, è giusto che i singoli responsabili
vengano sanzionati. Ma è inaccettabile la criminalizzazione di un intero gruppo sociale. Se un chirurgo sbaglia un intervento e fa morire un paziente deve risponderne, ma non per questo chiudiamo le sale operatorie di tutta Italia”. Secondo la Boldrini il rifiuto di accettare la presenza di militari italiani armati a bordo “non significa in alcun modo ambigua equidistanza tra trafficanti di esseri umani e legittime istituzioni democratiche. Va compresa – conclude la Boldrini, ribadendo un concetto già espresso qualche giorno fa da Roberto Saviano – l’esigenza di essere disarmati sempre, comunque e dovunque, perché questo consente loro di operare nelle circostanze più difficili senza prestarsi a nessuna possibile strumentalizzazione del
loro ruolo. Neutralità, indipendenza e imparzialità sono condizioni irrinunciabili della loro credibilità”.
Se a sinistra, per bocca del deputato di Mdp Arturo Scotto, queste parole vengono definite “di grande saggezza e umanità”, il centrodestra è in rivolta. “Qualcuno fermi la Boldrini! – s’infuria il leghista Paolo Grimoldi -. Oggi, al culmine dei suoi soliti proclami solo pro immigrati, arriva persino a paragonare le Ong che nel Mediterraneo nell’ultimo anno hanno trasportato almeno centomila immigrati dalla costa libica ai nostri porti, facendoci invadere, ai crocerossiniimpegnati sui campi di battaglia o ai chirurghi in sala operatoria”. “Signora Boldrini sveglia, esca dalle sue stanze dorate. Molte delle Ong che lei difende a spada tratta hanno violato le nostre leggi, hanno favorito il traffico di esseri umani, hanno avuto rapporti con gli scafisti e con la criminalità e hanno contribuito a far annegare migliaia di esseri umani nel Mediterraneo”. E anche Forza Italia definisce “scandalosa” la presa di posizione della Presidenta.

Fonte: http://tv.liberoquotidiano.it/video/italia/13217052/laura-boldrini-inaccettabile-criminalizzare-ong-rivolta-lega-nord-forza-italia-.html