martedì 19 settembre 2017

Celentano difende Raggi: "I partiti la temono perché pensano che farà un miracolo a Roma"

"Tra un po' si andrà a votare e io sono preoccupato". Esordisce così Adriano Celentano sul suo blog, con uno sfogo politico che va dall'endorsement alla sindaca di Roma, Virginia Raggi al caso di Ester Pasqualoni, l'oncologa accoltellata a morte davanti all'ospedale Val Vibrata di Sant'Omero, in provincia di Teramo, da uno stalker che da tempo la perseguitava. Il molleggiato traccia un quadro generale della politica "allo sbando". Non a caso il titolo del suo intervento sul blog è proprio 'Sbando'.
"I partiti hanno smarrito la strada - scrive Celentano - Non sanno dove prendere i voti. Le banche si fanno prestare i soldi dai piccoli risparmiatori e poi non glieli restituiscono più. Gli arrampicatori pretendono che Virginia Raggi, in quattro e quattr’otto, risollevi Roma dalle macerie prodotte dai governi precedenti. O forse, è proprio quello che temono: che sia lei, l’unica in grado di realizzare il miracolo. Fatto sta che il mondo politico è allo sbando, e forse qualche sbandamento l’ha avuto anche il capo della polizia visto che ha dichiarato che l’orribile delitto ai danni dell’oncologa rappresenta una vera e propria sconfitta per le istituzioni. La povera Ester viveva in uno stato di angoscia insostenibile, perseguitata da mesi giorno e notte, a niente sono servite le continue denunce alle forze dell’ordine sistematicamente archiviate perché 'purtroppo' la donna era ancora 'viva'".
"Ma ora che lei non c’è più - prosegue il cantante - finalmente la polizia potrà muoversi senza alcun indugio in modo seriamente determinante. Mi domando se l’evidente sconquasso della politica non sia dovuto al fatto che i governi, una volta raggiunto il 'potere sognato', non pensino altro che alla loro vanagloria anziché dare la priorità all’unica cosa davvero essenziale. La certezza della pena. A cosa serve la crescita, il posto assicurato se poi, finita la giornata lavorativa, esci e ti uccidono? E a cosa serve il posto di lavoro se poi gli stessi lavoratori (in tutti i settori) non eseguono con coscienza il loro lavoro? Non è l’articolo 18 che difende i lavoratori. Semmai è proprio il '18' a creare una vera e propria schiera di scellerati. Perché i tanto vituperati padroni dovrebbero licenziare qualcuno se questo qualcuno fa il proprio dovere con coscienza? Non è vero che l’esempio viene dall’alto. L’esempio, quello vero, in grado di correggere anche quelli in alto, viene dal basso", conclude Celentano.

Fonte: http://www.adnkronos.com/fatti/politica/2017/06/23/politica-celentano-sul-blog-tra-difesa-raggi-caso-oncologa-teramo_ZKlj7l1d6h8fkygPuB1CfO.html

ATTENTI CITTADINI:QUESTO VIDEO DEVONO VEDERLO TUTTI GLI ITALIANI: CONDIVIDETELO UN MILIONE DI VOLTE

Caso Raggi e inchiesta Consip, Marco Travaglio: ‘Ecco come falsificano la realtà’


Detto da Marco Travaglio in diretta a Otto e Mezzo fa tutto un altro effetto.
Il direttore del Fatto Quotidiano ha spiegato come i media italiani falsificano la realtà e far credere che la vicenda Raggi sia un grave scandalo, mentre si nasconde l’inchiesta sul più grande appalto truccato d’Europa:
“Ci sono altri sistemi per falsificare la realtà, basta prendere una cosa minuscola e trasformarla in uno scandalo enorme e prendere uno scandalo enorme e trasformarlo in una cosa minuscola.
È il gioco della pagliuzza e della trave.
Noi oggi abbiamo raccontato ancora stamattina la storia dei due Romeo. Uno è l’ex-segretario della Raggi, che è stato nominato ed è indagato sia lui sia lei per abuso d’ufficio (una nomina da 90mila euro, che è più o meno la metà di quello che prendeva il capo della Segreteria di Marino).
Dall’altra parte c’è l’imprenditore di Napoli Salvatore Romeo, che è indagato per corruzione, addirittura per concorso per associazione camorristica, che è stato intercettato mentre incontrava alcuni uomini vicinissimi a Renzi, e che stava per ottenere l’appalto più grande d’Europa, 2,7 miliardi dalla Consip. E i magistrati ieri hanno perquisito i suoi uffici dicendo che ci sono tangenti e favori ai politici; Romeo pensava di comprarsi l’Unità per ingraziarsi il Partito Democratico.
Purtroppo l’indagine è stata bloccata per una fuga di notizie che ha rivelato ai vertici della Consip che avevano le cimici negli uffici, e loro le hanno tolte. E i vertici della Consip hanno raccontato che questa fuga di notizie l’hanno fatta il ministro Lotti e il generale dei Carabinieri Del Sette.
Naturalmente noi non sappiamo se ha ragione il dirigente della Consip o hanno ragione Lotti e Del Sette. È curioso che siano rimasti tutti al loro posto, e soprattutto è curioso che stamattina questa notizia sia finita a pagina 200 dei giornali, mentre il segretario della Raggi Romeo, anzi ex-segretario della Raggi Romeo, sta in tutte le prime pagine.
Il gioco dei due Romeo aiuta molto bene a spiegare la pulce e l’elefante, o la pagliuzza e la trave.






Clamoroso! Di Maio fa una domanda scomoda sul PD alla Gruber. Lei impazzisce e va nel panico..







LUIGI DI MAIO
Residente a Pomigliano d'Arco, è il maggiore di tre figli. La madre è un'insegnante di italiano e latino ed il padre Antonio è stato dirigente del MSI prima e di AN poi.

Ha conseguito il diploma di Liceo Classico Vittorio Imbriani di Pomigliano d'Arco nel 2004. Ha proseguito gli studi presso l'Università degli Studi di Napoli "Federico II", si è dapprima iscritto alla facoltà di Ingegneria, dove ha fondato assieme ad altri studenti l'associazione di studenti di ingegneria "ASSI", poi si è trasferito a giurisprudenza e ha fondato insieme ad altri studenti l'associazione Studenti Giurisprudenza.it nell'anno 2006, nella quale ha ricoperto la carica di Consigliere di Facoltà e di Presidente del Consiglio degli Studenti. Ha lavorato come webmaster.

Carriera politica[modifica
Milita nel Movimento 5 Stelle dal 2007. Nel 2010 si candida come consigliere comunale del suo comune, senza riuscire ad essere eletto, ottenendo 59 preferenze. In seguito alle «parlamentarie» del Movimento 5 Stelle, viene candidato con 189 preferenze ed eletto alla Camera dei Deputati per la circoscrizione Campania 1 al secondo posto nella lista del Movimento 5 Stelle per le elezioni politiche del 2013. Il 21 marzo 2013 è eletto Vicepresidente della Camera dei deputati con 173 voti, diventando a 26 anni la persona più giovane ad aver ricoperto questo ruolo. Dal 7 maggio fa parte anche della XIV commissione, che si occupa delle politiche dell'Unione Europea.

NOTIZIA BOMBA: i soldi dell’Unicef sai dove sono finiti? Sono finiti nella società della famiglia Renzi

La Procura di Firenze sospetta che i soldi dell’Unicef e di Operation Usadestinati alle campagne per i bambini affamati in Africa siano stati usati nel 2011 dal cognato di Matteo Renzi – Andrea Conticini – per iniettare capitali in tre società. La prima è quella dei Renzi, Eventi 6, che allora si chiamava ancora Chil Promozioni e le altre due società sono dei coniugiPatrizio Donnini e Lilian Mammoliti, renziani della prima ora. I Conticini giurano che i soldi sono stati usati per far sorridere i bambini africani con laPlay Therapy e l’avvocato Federico Bagattini ha fatto ricorso al Tribunale del riesame. Però l’accusa, con tutti i se del garantismo, resta enorme. I pmLuca Turco e Giuseppina Mione nel decreto di perquisizione non hanno inserito il nome delle società. Basta una visura per scoprire l’approdo del flusso finanziario da Londra a Firenze, segnalato dalla Banca d’Italia perché sospetto e al centro dell’inchiesta svelata da La Nazione venerdì. Cosa dice lo stringato decreto che pubblichiamo qui sopra?
Alessandro Conticini (40 anni ex dirigente dell’Unicef poi socio e direttore della londinese Play Therapy Africa Ltd con la moglie francese Valerie Quere, 42 anni) è accusato insieme a Luca Conticini (35 anni, gemello del terzo fratello Andrea, cognato di Renzi) di appropriazione indebita in concorso con il padre Alfonso, poi deceduto, “dal 2011 e fino al gennaio 2015 in Castenaso (Bologna) in relazione a somme di denaro corrisposte da Operation Usa e Unicef a Play Therapy Africa Limited (Pta Ltd) e da questa stornate, in assenza di idonea causale, in favore di Conticini Alessandro”.
La difesa dei Conticini è che la Play Therapy Africa era una società privatadei due coniugi. In realtà fino al 7 marzo 2013, pochi mesi prima della sua chiusura, apparteneva solo per due terzi ai coniugi Conticini ma per il terzo restante era della Play Therapy International, che ha sciolto l’affiliazione con la Pta Ltd. La rappresentante di Pti nella Pta Ltd, Monika Jephcott, si è dimessa da ‘secretary’ di Pta sempre il 7 marzo 2013. Secondo i pm di Firenze Alessandro Conticini avrebbe preso per sé i soldi destinati alle terapie per i bambini africani da Unicef e Operation Usa. Mentre il fratello, cognato di Renzi, è accusato di reimpiego dei capitali (art. 648 ter, che prevede nei primi due commi il riciclaggio) “commesso in Firenze nel corso del 2011 in relazione a somme di denaro provento del reato sopra indicato impiegate per l’acquisto di partecipazioni societarie in nome e per conto di Alessandro Conticini”. Il punto è che Andrea Conticini ha comprato in nome e per conto del fratello Alessandro quote solo di tre società in Firenze. La più famosa è la Chil promozioni Srl (poi denominata Eventi 6) dei Renzi.
Il 21 febbraio del 2011 davanti al notaio Claudio Barnini di Firenze ci sono le due sorelle e la mamma del premier più il cognato. Benedetta e Matilde Renzi con Laura Bovoli sono già azioniste mentre Andrea Conticini, in nome e per conto di Alessandro, partecipa all’aumento di capitale da 10 mila a 12 mila e 500, con sovraprezzo di 47 mila e 500. In pratica Alessandro Conticini prende una quota del 20 per cento (che poi cederà nel 2013) e mette 50 mila euro nel capitale della Eventi 6.
Matteo Renzi è stato socio e collaboratore di Chil Srl fino al 2003 e poi dirigente in aspettativa di Eventi 6 fino al 2014. Undici giorni prima, il 10 febbraio del 2011, Andrea (in nome e per conto di Alessandro) Conticini compra anche le quote di altre due società del giro renziano: il 20 per cento di Dot Media da Patrizio Donnini (uomo comunicazione di Matteo Renzi e di altri esponenti Pd) per 2 mila euro e il 30 per cento della Quality Press(in liquidazione dal 2013) dalla moglie di Donnini, Lilian Mammoliti, per 30 mila euro. La storia più imbarazzante però resta quella della Eventi 6. La società destinataria dei 50 mila euro dei Conticini non è una srl qualsiasi. Renzi, come raccontato dal Fatto, è stato assunto poco prima di essere candidato nel 2003 alla Provincia e da allora, grazie a questo trucchetto, i suoi lauti contributi pensionistici sono stati versati dalla Provincia e poi dal Comune di Firenze per 10 anni. Il premier si è licenziato dopo i nostri articoli percependo un Tfr che dovrebbe essere pari a circa 48 mila euro. Se l’ipotesi della Procura è giusta, da un lato la società delle sorelle e della mamma incassava dal cognato nel 2011 il capitale di Alessandro Conticini, frutto di appropriazione indebita, e dall’altro lato poi pagava nel 2014 il Tfr per il premier-dirigente in aspettativa. Davvero una brutta storia.

LA GRILLINA ESPULSA? PASSA COL PD E TIENE STRETTO IL SUPER STIPENDIO: “RENZI? MI ISPIRA FIDUCIA”

Ex M5s Paola Pinna passa da Scelta civica al Pd: “Partito dal volto umano. Renzi? Ispira fiducia”
La deputata sarda ha annunciato ufficialmente il suo passaggio ai dem. Espulsa a fine novembre 2014 da Beppe Grillo, a marzo 2015 aveva aderito al gruppo di Zanetti. Oggi il nuovo cambio: “E’ completamento di un percorso politico lineare”
Dal Movimento 5 stelle a Scelta civica fino al Pd. Paola Pinna, la deputata sarda espulsa da Beppe Grillo a fine novembre 2014, ha annunciato di aver aderito al Partito democratico “senza se e senza ma”: “E’ il mio approdo naturale. E’ un partito dal volto umano che si è rinnovato grazia a un segretario che ispira fiducia”.E’ la seconda grillina, dopo Tommaso Currò, a passare con i dem.A spiegare le sue ragioni è stata la stessa parlamentare con un lungo articolo sul suo blog: “E’ stata una scelta ponderata”, ha scritto, “e trovo quindi ingeneroso, anche se lecito, parlare di cambio di casacca. Preferisco l’espressione ‘completare un percorso politico lineare‘, che ha sempre avuto come obiettivo l’impegno a favore del territorio”.

La deputata sarda ha spiegato di aver deciso di lasciare Scelta Civica, a cui aveva aderito a marzo 2015, dopo aver visto la gestione delle alleanze a Cagliari. Lì infatti il partito di Enrico Zanetti sta appoggiando Forza Italia. “Che fare ora?”, si legge sul blog della Pinna. “Non rimane che tornare a guardare a un partito tradizionale che si è nel frattempo rinnovato grazie all’azione di un segretario giovane e moderno, che è anche un presidente del Consiglio che ispira fiducia”. Il Partito democratico secondo la parlamentare: “E’ un partito strutturato e capillare ma ‘dal volto umano’ che non sfugge al confronto, che ha avuto il coraggio di cambiare e di adattarsi alle nuove esigenze della società italiana, che oggi è forza di governo ma soprattutto di riforma del paese”. La Pinna è stata espulsa dal Movimento 5 stelle il 27 novembre 2014 insieme al collegaMassimo Artini. I due erano stati accusati di non aver restituito parte dello stipendio. La decisione era stata ratificata dagli iscritti al blog con il 70 per cento dei voti a favore e la sera stessa una delegazione di parlamentari si era presentata sotto casa di Grillo a Marina di Bibbona (Toscana) per chiedere un chiarimento. Nonostante il confronto, l’espulsione non era stata bloccata. Pinna nel dare l’annuncio del suo ingresso nel Pd ha parlato anche della “delusione” ricevuta dal Movimento 5 stelle: “Ho iniziato la mia carriera politica nel M5s perché non mi sentivo rappresentata da nessuno dei vecchi partiti. Poi è arrivata l’elezione alla Camera dei Deputati, un onore che non mi aspettavo. E ho pensato per un attimo che era possibile ‘fare la differenza’. Mai speranza fu più disillusa”. Tra i grillini, la Pinna dice di aver trovato “chiusure dogmatiche, censure e una pretesa superiorità morale in base alla quale non bisognava governare insieme ad altri, ma opporsi a tutto ciò che chiunque poteva provare a fare dai banchi del governo”. Il suo atteggiamento di “dissenso”, secondo la Pinna, le avrebbe fatto guadagnare l’espulsione.


CLAMOROSO! Nella borsa dell'esponente PD qualcosa di inaspettato: arrestato!

Siracusa, arrestato consigliere del Pd: aveva con sè 20 chili di droga
In partenza per Malta, è stato preso con altre due persone a Pozzallo
L'arresto è avvenuto a Pozzallo, in provincia di Ragusa, dove il 31enne Antonio Bonafede stava per imbarcarsi sun traghetto che lo avrebbe portato a Malta. L'uomo, che è consigliere comunale per il Pd a Siracusa, aveva con se venti chilogrammi di droga.
La squadra mobile di Siracusa, in collaborazione con i colleghi della questura di Ragusa, hanno bloccato Bonafede nel piazzale prima dell'imbarco. Con lui c'erano anche il 32enne Salvatore Mauceri e il 44enne Antonio Genova. In un borsone e in un trolley 16 chili di marijuana e tre chili e mezzo di hashish.
Accusati di spaccio di sostanze stupefacenti, i tre sono stati arrestati dopo una lunga attività di osservazione.

Fonte: ilgiornale.it

BOOM! STRAORDINARIA VITTORIA DEL M5S MA NESSUN TG O GIORNALE NE PARLA. ECCO COSA E' SUCCESSO

di MoVimento 5 Stelle Campania
L'articolo che introduceva nuovi privilegi della casta è stato cancellato dalla legge di stabilità. Ci hanno provato a farsi il regalo di Natale, ma li abbiamo smascherati e oggi li abbiamo costretti a fare marcia indietro. Quando con un blitz in Commissione Bilancio, la maggioranza di De Luca ha inserito nella legge di stabilità un intero articolo per consentire a consiglieri regionali e assessori di godere dello stesso trattamento pensionistico dei parlamentari dopo una sola consiliatura, ci siamo battuti con ogni mezzo, provando a cancellare quella vergogna a suon di emendamenti e denunciandola.
Non erano preparati a una forza politica che si opponesse con forza a un privilegio di cui avrebbe lei stessa beneficiato. Di solito, quando si tratta di difendere i propri privilegi la casta si compatta, e lo abbiamo visto dal silenzio-assenso del centrodestra in Commissione Bilancio. Se non ci fosse stato il M5S tutto sarebbe passato sotto silenzio e quell'articolo sarebbe stato approvato. E così, oltre alla pensione maturata dopo soli 4 anni 6 mesi e 1 giorno di consiliatura per consiglieri e assessori, chi dei consiglieri regionali già godeva del vitalizio o magari pure del doppio vitalizio, avrebbe aggiunto a quell'assurdo privilegio pure la "pensione". Se oggi quell'articolo è stato cancellato non è certo perchè De Luca, come annuncia senza nessuna credibilità, vuole essere un esempio di rigore spartano nè perchè il Pd ha capito che la Campania non ne può più di una politica che si occupi più dei propri privilegi che dei tanti problemi che vivono i cittadini, ma è solo perchè grazie al M5S i cittadini hanno potuto sapere quello che stava accadendo e la casta, avendo perso la faccia, ha provato a mettere una pezza a colori.
Siamo fieri di aver difeso l'interesse dei cittadini, di aver portato nel Consiglio regionale della Campania la voce di chi deve sgobbare una vita intera per pensioni da fame o di chi la pensione non l'avrà mai. Finchè ci sarà il M5S nelle istituzioni sarà così, la casta si rassegni