lunedì 21 maggio 2018

ULTIM'ORA DEVASTANTE - DI MAIO HA LANCIATO LA BOMBA DELLA GIORNATA:"NEI PROSSIMI GIORNI PARTIRA' IL GOVERNO DEL CAMBIAMENTO".

di Luigi Di Maio
Oggi possiamo dire che siamo di fronte a un momento storico. Abbiamo indicato il nome di Giuseppe Conte al presidente della Repubblica. Un nome che può portare avanti il contratto di governo. E sono particolarmente orgoglioso di questa scelta. Giuseppe Conte sarà un premier politico di un governo politico, indicato da due forze politiche, con figure politiche al proprio interno. E soprattutto con il sostegno di due forze politiche votate. Senza cambi di casacca, senza persone che vengono dal gruppo misto e che entrano in altri gruppi. Non era questo lo spirito che volevamo dare al governo. Sono molto orgoglioso di questo nome perché è la sintesi del MoVimento 5 Stelle: non vesserà il popolo italiano. A chi dice che non è stato eletto, rispondo che Giuseppe Conte era nella mia squadra, lo hanno votato 11 milioni di italiani.
Ovviamente il nostro obiettivo era ed è migliorare la qualità della vita degli italiani e in questi 80 giorni abbiamo imposto un metodo: prima si è discusso di temi e poi di nomi. Le questioni degli italiani vengono prima di ogni cosa. Sono orgoglioso di aver portato al governo il nostro programma elettorale, ci sono le 5 stelle, ci sono i nostri 20 punti e tante soluzioni alle sofferenze degli italiani: dal Reddito di Cittadinanza al superamento della legge Fornero, a più spazi di bilancio in Europa, dalla lotta al gioco d'azzardo, al superamento della buona scuola, alla sanità, con la meritocrazia per chi è a capo degli ospedali. Ci sono le grandi battaglie storiche del MoVimento 5 Stelle, come l'acqua pubblica
Come capo politico del Movimento posso dire che abbiamo lavorato notte e giorno per portare a casa questo risultato. A chi ci critica dall'estero dico: fateci partire prima. Poi ci criticate, ma almeno fateci partire.
Siamo pienamente soddisfatti del lavoro, nei prossimi giorni speriamo che si possa iniziare questo nuovo percorso per la Repubblica. Sono stati 80 giorni in cui ne è valsa la pena prendere tempo perché finalmente nasce la terza Repubblica. Il nostro governo sarà inaspettato ma votato, perché non si basa sui cambi di casacca. Nascerà intorno a una contrattazione al rialzo. Se il presidente Mattarella valuta giusto il nome, allora sarà un governo politico che mette al centro le questioni politiche.

Fazio e Littizzetto? Se la fanno già sotto: saranno finalmente cacciati dal nuovo governo?

Arriva il nuovo governo e Luciana Littizzetto e Fabio Fazio sono ai saluti. Il monologo della comica di Che tempo che fa è molto politico e molto ironico, ma nasconde una consapevolezza: senza il Pd a Palazzo Chigi, molte posizioni di rendita a viale Mazzini verranno messe in discussione. E tra queste l’intoccabilità proprio della coppia di fatto ex Raitre, inseparabile e sempre più scontata. Lui affettato e genuflesso, lei con il suo sarcasmo “telefonato” come i suoi obiettivi: centrodestra, Silvio BerlusconiMatteo Salvini, una spruzzata di Luigi Di Maio. Domenica sera, la profezia: “Luciana, sai dove siamo?”, le chiede Fazio: “Ancora per poco su Rai1”, è la risposta della Littizzetto. Poi, per ribadire: “Sai che tra poco un po’ tu sgomberi?”. D’altronde, se il tenore delle battute è quello solito (“Salvini e Di Maio sono due maschi Alfa, Alfetta e Alfasud“) se ci sarà il cambio della guardia i telespettatori se ne faranno una ragione.

BOMBA CLAMOROSA: corruzione e riciclaggio, decine di arresti a Roma tra politici e dirigenti.

C'erano politici, dirigenti pubblici e imprenditori nel mirino di un'operazione per cui sono scesi in campo centinaia di finanzieri, impegnati nel contrasto di un vasto giro di corruzione e riciclaggio, per cui sono contestati reati come l'associazione a delinquere finalizzata alla frode fiscale.

L'accusa è che per ottennere commesse da ministeri ed enti statali si elargissero mazzette, in un giro che univa politici, funzionari e imprenditori per spartirsi gli appalti. Decine gli arresti scattati questa mattina, con centinaia di perquisizioni in diverse città italiane, ma principalmente a Roma.

Grazie al pagamento di tangenti, dicono le prime informazioni sul caso, la rete sotto indagine avrebbe ottenuto appalti per servizi da fornire a enti statali e ministeri, per realizzare opere con materiali di qualità inferiore a quelli normalmente utilizzati.



fonte: http://m.ilgiornale.it/news/2016/07/04/corruzione-e-riciclaggio-decine-di-arresti-a-roma/1278892/

10MILA EURO AL MESE IN NERO, PIU’ VIAGGI E CASA ARREDATA: ARRESTATA SINDACA. ECCO COME FACEVA A FARE BUSINESS SULLA PELLE E LA SALUTE DEI CITTADINI

Maddaloni, arrestato il sindaco Rosa De Lucia. Intascava tangenti per il servizio rifiuti. Soldi anche per viaggi e arredare casa
Il sindaco Rosa De Lucia aveva un bancomat personale, fatto di carne e ossa. Nessuna tessera da inserire ma tanti soldi da ritirare: almeno 10mila euro al mese, più denaro per viaggi come quello ad Antibes e perfino contante per arredare casa. I soldi le venivano forniti dall’imprenditore Alberto di Nardi, l’uomo a cui la prima cittadina di Forza Italia garantiva il servizio di raccolta dei rifiuti.
Emerge anche questo dall’inchiesta della procura di Santa Maria Capia Vetere sul Comune di Maddaloni, in provincia di Caserta, dove sono state emesse cinque ordinanze di custodia cautelare (due in carcere e tre ai domiciliari). L’accusa è quella di tangenti intascate per affidare, ciclicamente, il servizio di raccolta rifiuti sempre alla stessa ditta.
Nel Comune alle porte di Caserta i carabinieri hanno arrestato anche l’assessore Cecilia D’Anna, il consigliere comunale Giuseppina Pascarella e appunto l’imprenditore. Sono tutti ritenuti responsabili a vario titolo di corruzione, tentata induzione indebita a dare e promettere qualcosa e peculato in concorso.
Al centro dell’inchiesta la figura della 36 enne Rosa De Lucia. Per la procura avveniva “una corruzione sistemica – ha spiegato il procuratore aggiunto Carlo Fucci – che ricorda la tangentopoli casertana del 1992. Di Nardi – scrive il Gip Sergio Enea – era un bancomat per la De Lucia”. Grazie ai soldi di Di Nardi il sindaco si era permesso un viaggio ad Antibes con l’amica assessore Cecilia D’Anna (anche lei arrestata), aveva arredato completamente casa e fatto tante altre spese.
Dopo la denuncia di una ditta concorrente sono però iniziati i pedinamenti e Di Nardi è stato fermato a un finto posto di blocco con in tasca 5000 euro. “Sono per le bollette” avrebbe detto, soldi che invece erano destinati al sindaco. In altre occasioni Di Nardi avrebbe anche sponsorizzato progetti della giunta e pagato circa 500 euro per iniziative contro il femminicidio.


L’azienda dell’imprenditore risulta, con 300 dipendenti sparsi in vari comuni, come una fra le maggiori del casertano. La Dhi (Di Nardi Holding) si occupa di servizi ecologici e gestisce il servizio di raccolta dei rifiuti solidi urbani a Maddaloni, e nei comuni di Santa Maria Capua Vetere, San Nicola la Strada, Bellona, Pontelatone, Roccaromana, Teverola, Cesa e Vitulazio. Nata solo 5 anni fa, in pochi anni ha fatto incetta di appalti riuscendo ad ottenere continue proroghe e rinnovi contrattuali. La stessa De Lucia aveva ricevuto richiami formale dalla prefettura di Caserta che la invitava a lanciare una gara d’appalto per affidare il servizio di raccolta dei rifiuti ma questo non avveniva. Di Nardi infatti secondo la procura “pagava” per poter mantenere il servizio. Arrestato, ora all’imprenditore i carabinieri hanno sequestrato preventivamente un milione di euro.

"I vitalizi dei parlamentari ormai sono insostenibili". Panico tra i politici. Il siluro dell'Inps fa tremare la casta

Per gli ex parlamentari sono in pagamento 2.600 vitalizi per una spesa di 193 milioni nel 2016, circa 150 milioni superiore rispetto ai contributi versati.

Lo dice il presidente dell’Inps, Tito Boeri in una audizione alla Camera sui vitalizi. "Applicando - dice - le regole del sistema contributivo oggi in vigore per tutti gli altri lavoratori all’intera carriera contributiva dei parlamentari, la spesa per vitalizi si ridurrebbe del 40%, scendendo a 118 milioni, con un risparmio, dunque, di circa 76 milioni di euro l’anno (760 milioni nei prossimi 10 anni)". Boeri nell’audizione sottolinea come la spesa negli ultimi 40 anni sia stata "sempre più alta dei contributi. Normalmente un sistema a ripartizione (in cui i contributi pagano le pensioni in essere) - precisa - alimenta inizialmente forti surplus perchè ci sono molti più contribuenti che percettori di rendite vitalizie. Nel caso di deputati e senatori, invece, il disavanzo è stato cospicuo fin dal 1978, quando ancora i percettori di vitalizi erano poco più di 500, prova evidente di un sistema insostenibile".

"Essendo il numero dei contribuenti fisso - dice - questi andamenti erano più che prevedibili. Eppure si è ritenuto per molte legislature di non intervenire. Addirittura si sono resi questi trattamenti ancora più generosi, come testimoniato da una crescita, per lunghi periodi, più accentuata della spesa che del numero di percettori. I correttivi apportati più di recente alla normativa, pur avendo arrestato quella che sembrava una inarrestabile crescita della spesa - continua - non sono in grado di evitare forti disavanzi anche nei prossimi 10 anni". "Con le regole attuali - sottolinea Boeri - la spesa per vitalizi è destinata ad eccedere anche nel prossimo decennio di circa 150 milioni l’anno i contributi versati da deputati e senatori. Applicando le regole del sistema contributivo oggi in vigore per tutti gli altri lavoratori italiani all’intera carriera contributiva dei parlamentari, la spesa per vitalizi si ridurrebbe del 40%, scendendo a 118 milioni. Vi sono 117 ex-deputati e senatori con lunghe carriere contributive per i quali il ricalcolo potrebbe comportare un incremento del vitalizio. I risparmi derivanti dal ricalcolo contributivo salirebbero a circa 79 milioni se la correzione alla luce del ricalcolo contributivo avvenisse solo al ribasso, tenendo conto del fatto che per la stragrande maggioranza degli ex- parlamentari ha ricevuto un trattamento di favore rispetto agli altri contribuenti". "Supponendo poi che il rapporto fra vitalizi in essere e vitalizi ricalcolati sia lo stesso per i consiglieri regionali, il risparmio complessivo in caso di ricalcolo per l’insieme delle cariche elettive - avverte il presidente Inps - salirebbe a 148 milioni di euro circa per il solo 2016 (e circa un miliardo e 457 milioni sui primi 10 anni presi in considerazione dalle nostre simulazioni). Si tratta, dunque, di misure non solo simboliche, ma in grado di contribuire in modo significativo alla riduzione della spesa pubblica o al finanziamento di programmi sociali".

SE TUTTI CONDIVIDIAMO QUESTO VIDEO ALL'ISTANTE, IL PD DOVRA' ANDARSI A NASCONDERE






Destra e Sinistra si sono sempre dati da fare per contrastare le indagini e i processi sulla corruzione.
Le parole di Piercamillo Davigo poco fa al convegno M5S "Questioni e visioni di giustizia"

Ha poi anche aggiunto : 

“Ho dato dimostrazione nella vita che non sono interessato alla politica. Mi occupo di politici quando rubano. Ritengo che i magistrati non siano capaci di farla. Ministro della GiustiziaNon lo farò“. Così, a margine di un convegno organizzato dal M5s alla Camera, l’ex presidente dell’Associazione nazionale magistrati Piercamillo Davigo ha escluso una sua candidatura, dopo i retroscena che lo indicavano tra i possibili candidati alle primarie online del M5s o ipotizzavano un suo ruolo come possibile Guardasigilli nell’eventuale squadra di governo pentastellata. “Ministro della Giustizia? A parte che non lo farò, non capisco perché tutti lo vogliono fare visto che non dovrebbe contare niente perché è ministro senza portafoglio e che non dovrebbe spostare o nominare nessuno”, ha affermato il magistrato. La platea era però in disaccordo con Davigo quando, alla domanda della giornalista Liana Milella se intendesse impegnarsi in prima persona in politica, Davigo ha escluso questa possibilità. Con tanto di standing ovation durante il suo intervento.

ULTIM'ORA VERGOGNOSA! VOGLIONO AFFOSSARE DI MAIO E SALVINI. LA SCANDALOSA NOTIZIA STA FACENDO IL GIRO DELL'INTERA EUROPA.

Economist: ‘I populisti italiani sono più pericolosi di quanto sembrino’


“I populisti italiani sono più pericolosi di quanto sembrino”.
Così anche l’Economist, l’influente settimanale economico inglese, ha attaccato il nascente governo M5S-Lega.
In un redazionale pubblicato nell’edizione della settimana scorsa l’Economist critica i mercati, colpevoli di essere rimasti tranquilli fino a mercoledì prima di svegliarsi di fronte alla minaccia dell’esecutivo giallo-verde.
Il titolo integrale del commento è “Suonare il violino prima che Roma bruci – I populisti italiani sono più pericolosi di quanto sembrino”.
La minaccia di 5Stelle e Carroccio, proseguono è data dai programmi delle due forze politiche, giudicati incoerenti, dal loro “viscerale euroscetticismo” (che) minaccia l’integrità dell’Eurozona, le “distrazioni perverse” stile simpatie per i movimenti no-Vax.
E ancora: “Pericolose da sole, le loro proposte politiche potrebbero essere molto peggio messe insieme”.
I piani di bilancio del contratto di governo M5S-Lega sono considerati “irresponsabili” e “nè la Lega nè i 5S offrono soluzioni ai problemi reali”, osserva l’Economist, che avverte: se gli italiani non correggeranno da soli questa situazione “saranno i mercati a rendere un duro verdetto”.
Ma il settimanale londinese non è l’unico media straniero che ha attaccato M5S e Lega: Le Monde ha scritto che il governo nasce “attorno a un nemico comune: la Commissione di Bruxelles. Sul piano economico, il progetto delle due formazioni – un mix di aumento delle spese e tagli alle tasse senza coerenza – ha di che inquietare”.
Il quotidiano francese va oltre: “L’attacco portato grazie a una retorica complottista multiforme, anti-elite e anti-scientifica va ben al di la. Ciò che è in gioco, è niente meno che l’eredità dell’Europa dei Lumi”, scrivono.
El Mundo, invece, in un editoriale scrive che arrivano “nubi dall’Italia” e mette in dubbio la tenuta del futuro esecutivo: “due partiti estremisti come la Lega Nord e il M5S (.) difficilmente darà stabilità al paese”, spiega, aggiungendo che il motivo è che la loro è “un’unione contro natura tra due formazioni populiste che non condividono nulla, tranne la loro fobia europea”.